La relazione uomo – cavallo negli IAA

Il 25 maggio, A.S.O.M. è stata protagonista di una docenza in Sicilia, a Troina, nel corso base per coadiutore del cavallo e dell’Asino nelle TAA ed EAA (Terapia Assistita con gli animali ed Educazione Assistita con gli animali), organizzato dall’Associazione Oasi Maria SS – Onlus e l’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Università di Messina, Dipartimento di Scienze Veterinarie. In questa giornata, Villa Claudio e Prof. Panzera Michele hanno illustrato la gestione del cavallo ai futuri coadiutori, seguendo le linee guida dettate dal CNR.

Ma, in cosa consiste la gestione del cavallo? Quali sono i compiti del coadiutore dell’animale per la ben riuscita dell’intervento?

17Prima di tutto, il coadiutore deve prendersi carico del cavallo, approcciandosi  in modo rispettoso, entrando nello spazio dell’animale, e riuscendo a dialogare con i suoi tempi. Il coadiutore deve, quindi, occuparsi di tutti i bisogni fisiologici del cavallo, che vanno dall’alimentazione alla pulizia ed, infine, al grooming. In questo caso, per grooming s’intende il governo della mano, che comporta la pulizia del cavallo e consiste nella prima parte di contatto fisico, considerato fondamentale per l’instaurazione della relazione; precisamente, riuscire ad interpretare le risposte del cavallo permette al suo gestore di interagire in modo tale da diventare un riferimento importante per poter poi condurre ed educare l’animale al lavoro previsto.

Data la mole imponente di questo animale, un altro elemento fondamentale sono le posizioni di sicurezza nella comunicazione non verbale, conquistando, così, la sua fiducia. Per quanto riguarda i tempi del cavallo, essi sono indiscutibilmente da valutare sempre affinché l’animale resti sereno ed equilibrato, considerando che gli interventi sono rivolti ad un’utenza “umana”, che può manifestare una serie di disagi psico-fisici e motori. A tal proposito, la grande sensibilità del cavallo aiuterà il conduttore a far sì che con l’approccio propositivo dia l’opportunità, a tutta l’equipe multidisciplinare, di affrontare le problematiche dell’utente; questo lavoro, però, comporta un lungo periodo di esperienza, che il coadiutore dovrà maturare nel tempo.

In conclusione, auguriamo tanta energia a tutti i partecipanti a questi percorsi, in cui l’aspetto empatico verrà ulteriormente sviluppato da entrambe le parti.

Un ringraziamento a:

  • Prof. Michele Panzera;
  • Associazione Oasi Maria SS – Onlus;
  • Centro Ippico Il Ciliegio.

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